Nautica e Turismo Costiero: La Richiesta di Regole Moderne per Superare la Burocrazia
In Breve
- Qual è la richiesta principale del settore nautico italiano?
- Il settore nautico italiano chiede regole moderne per semplificare la burocrazia, non finanziamenti.
- Quali sono i dati sull'economia del mare in Italia?
- L'economia del mare genera quasi 225 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all'11,4% del PIL.
- Qual è l'impatto previsto delle crociere nel 2026?
- Nel 2026 si prevedono 15,4 milioni di crocieristi nei porti italiani, con un impatto economico di 18,1 miliardi di euro.
Alla XII conferenza nazionale sul Turismo costiero e marittimo, tenutasi al Salone nautico di Genova, Massimo Caputi, presidente di Federturismo, ha affermato che il settore nautico italiano ha bisogno di regole moderne piuttosto che di finanziamenti. All’incontro hanno partecipato figure di spicco come il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il leader di Confindustria nautica Piero Formenti e lo special advisor di Confindustria per l’economia del mare Mario Zanetti.
Caputi ha evidenziato che, in un contesto di crisi geopolitica, la richiesta del settore non è di risorse finanziarie, ma di regole aggiornate a costo zero per affrontare la complessità della burocrazia. Ha sottolineato che attualmente è più difficile modernizzare o riqualificare un porto turistico rispetto a costruirne uno nuovo, e che realizzare infrastrutture semplici, come scivoli a mare per la nautica minore, è estremamente complicato. Ha quindi esortato la politica a intervenire per semplificare le normative, auspicando che il ministro Matteo Salvini accolga le istanze di Confindustria nautica e Assomarinas, in particolare per incentivare l’adozione della bandiera italiana da parte di un numero maggiore di imbarcazioni.
Mario Zanetti ha messo in luce il ruolo cruciale del turismo nell’economia italiana, sottolineando come il settore generi valore non solo nel turismo, ma anche in diverse filiere del made in Italy. Ha presentato dati significativi sull’economia del mare, evidenziando che essa genera quasi 225 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’11,4% del PIL, e occupa oltre 1,13 milioni di persone. Per quanto riguarda il settore delle crociere, ha previsto che nel 2026 i porti italiani movimenteranno 15,4 milioni di crocieristi, con un record di 5.680 accosti in 60 porti. L’impatto economico totale è stimato in 18,1 miliardi di euro, il più alto in Europa, contribuendo al PIL con 7,3 miliardi e creando 113mila posti di lavoro. La spesa diretta si distribuisce tra investimenti nei cantieri navali, acquisti delle compagnie, e spesa di passeggeri ed equipaggi.
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha dichiarato di aver ascoltato le proposte e le istanze emerse durante il confronto e si è impegnato a lavorare per comprendere e risolvere i rallentamenti normativi degli ultimi anni. Ha annunciato l’intenzione di collaborare strettamente con la comunità imprenditoriale, in preparazione di una stagione in cui il mare italiano avrà un ruolo di primo piano a livello internazionale, anche grazie a eventi di grande richiamo come l’America’s Cup, che coinvolgerà città come Napoli e Genova.
