Mutui in Italia: Aumento dei Costi per i Nuovi Contratti

Settembre 21, 2026 di redazione

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i mutui in Italia?
L'aumento medio dei costi per i nuovi mutui in Italia può arrivare fino a 540 euro all'anno.
Cosa ha causato l'aumento dei tassi di interesse?
L'aumento dei tassi di interesse è dovuto alla risalita dell'Irs e dell'Euribor, oltre a un rialzo dei tassi ufficiali da parte della Banca Centrale Europea.
Quali sono le previsioni per i tassi di interesse futuri?
Le previsioni indicano un rialzo dei tassi di interesse nel medio termine, con impatti significativi sui costi dei mutui.

Una recente analisi ha rivelato che chi stipula un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre 2026 si trova a fronteggiare un costo complessivo significativamente più elevato rispetto a chi ha effettuato la stessa operazione a febbraio dello stesso anno. La differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, equivalenti a circa 540 euro all’anno.

Il confronto analizza due mutui con lo stesso importo e durata, ma con tassi d’interesse variabili a seconda del momento di stipula. I dati mostrano che l’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro. Se i tassi fossero rimasti ai livelli di febbraio, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, con una differenza di 13.489 euro rispetto al mutuo di ottobre.

Questo incremento è attribuibile alla risalita dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, e dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, l’aumento dei tassi ufficiali da parte della Banca Centrale Europea, che il 10 settembre ha innalzato il tasso sui depositi al 2,50%, ha ulteriormente contribuito a questa situazione. L’ente ha giustificato la stretta monetaria con le pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente, senza fornire indicazioni sulle future mosse.

Nel segmento a tasso fisso, il tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Questo ha comportato un aumento della rata da 615 a circa 650 euro, con un rimborso complessivo che sale da 184.577 a 195.034 euro, un incremento medio di 10.457 euro, corrispondente a circa 418 euro all’anno. Per quanto riguarda il tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi. Il tasso era pari al 2,58% a febbraio (rata 589 euro) e raggiunge il 3,24% a ottobre (rata 632 euro, +43 euro).

Proseguendo con l’analisi, si prevede che il tasso variabile possa salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a circa 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un incremento di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti fermi ai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, corrispondente a 1.227 euro all’anno. La maggior parte dell’aumento si concentra nella prima parte dell’ammortamento, quando il capitale residuo è più elevato.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi. Si tratta di extracosti che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, a fronte di una situazione reddituale delle famiglie italiane che non ha neanche assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Inevitabilmente questa situazione si rifletterà presto in una contrazione delle erogazioni». Già nel secondo trimestre del 2026, le compravendite di abitazioni hanno mostrato una prima frenata; per valutare compiutamente l’impatto dei tassi sulle erogazioni e sul mercato immobiliare, sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato altri costi aggiuntivi previsti per l’autunno 2026 per una famiglia media: spesa per carburante +324 euro (consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), bolletta elettrica +114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e bolletta del gas +180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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