Kidda: la birra siciliana che valorizza il malto locale

Settembre 16, 2026 di redazione

In Breve

Che cos'è Kidda?
Kidda è una nuova birra prodotta in Sicilia con malto da orzo coltivato localmente.
Quando è programmata la prima cotta?
La prima cotta di Kidda è programmata per il 16 settembre a Terrasini.
Qual è l'obiettivo del progetto Kidda?
L'obiettivo è valorizzare le materie prime locali e integrare agricoltura e produzione brassicola.

Kidda è la nuova birra che sta per debuttare in Sicilia, utilizzando malto ottenuto da orzo coltivato interamente sull’isola. La prima cotta è programmata per il 16 settembre presso il birrificio Bruno Ribadi a Terrasini. Questo progetto rappresenta un’importante iniziativa per la filiera agricola e brassicola locale, unendo cerealicoltori, produttori di luppolo e birrifici sotto il marchio ‘Firmato dagli Agricoltori Italiani’, frutto della collaborazione tra Coldiretti, Consorzio Birra Italiana e Filiera Agricola Italiana.

Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, spiega che l’obiettivo è trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla produzione brassicola, creando un modello replicabile di integrazione tra agricoltura e trasformazione industriale. Secondo un’analisi condotta da Coldiretti e dal Consorzio Birra Italiana, nel 2025 in Sicilia erano attivi 60 birrifici, di cui nove agricoli, rappresentando il 15% del totale.

Il progetto prevede un fabbisogno complessivo di malto di 1.000 quintali, con le seguenti richieste: 430 quintali dal birrificio Bruno Ribadi, 200 da Rock Brewery e 100 ciascuno da 24 Baroni e Birra Epica. Tra le altre imprese coinvolte ci sono il Birrificio dell’Etna, Compagnia del Fermento, Terre a Sud Est, Paul Bricius, Birra Pasi, Birra dei Vespri, Birra Chinaschi, Hippana, Kinisia, Officina Brassicola Siciliana, Alveria e Baroni Birra.

Secondo i dati Istat, la Sicilia produce circa 130.000 quintali di orzo su poco meno di 5.000 ettari, mentre la filiera del luppolo è ancora molto limitata, con solo due aziende attive su 0,11 ettari. Giuseppe “Peppe” Biundo, titolare e cofondatore del birrificio Bruno Ribadi e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Birra Italiana, sottolinea l’ambizione di costruire una filiera siciliana della birra che vada dalla coltivazione alla produzione.

A livello nazionale, il numero dei birrifici è diminuito da 1.182 nel 2023 a 1.167 nel 2025, mentre i birrifici agricoli sono aumentati da 273 a 306 nello stesso periodo. Per quanto riguarda i consumi, il 47% dei siciliani consuma birra: il 4% quotidianamente, il 28% con minore frequenza e il 15% stagionalmente, secondo un’elaborazione di Coldiretti su dati Istat.

Il progetto Kidda deve affrontare diverse sfide, tra cui la disponibilità delle materie prime, i costi di trasformazione e i cambiamenti climatici. Durante l’incontro di Terrasini, saranno presentate attività di ricerca sviluppate con l’Università di Udine, nell’ambito del progetto FILO, che si concentrano sulla riduzione dei consumi di acqua ed energia nella maltazione e sulla produzione di malti con caratteristiche specifiche a partire da orzi distici nazionali e cereali resilienti. La prima cotta servirà a verificare se l’integrazione tra campi e impianti produttivi può trasformarsi in un modello produttivo stabile.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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