L’Intelligenza Artificiale e il Futuro del Lavoro: Opportunità e Rischi

Settembre 21, 2026 di redazione

In Breve

Come sta cambiando l'AI il lavoro d'ufficio?
L'AI sta automatizzando compiti ripetitivi, trasformando le routine lavorative e introducendo nuovi rischi.
Quali sono i rischi associati all'uso di agenti AI?
I principali rischi includono errori imprevisti e comportamenti di 'jagged intelligence'.
Quali criteri considerare per delegare compiti agli agenti AI?
I criteri principali sono il costo dell'errore e il costo della verifica.

L’adozione sempre più diffusa di agenti basati su intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando il mondo del lavoro, in particolare quello d’ufficio. Secondo recenti studi, le routine lavorative attuali potrebbero sembrare obsolete già nei prossimi cinque anni. La crescente automazione dei compiti ripetitivi offre vantaggi significativi, ma solleva anche preoccupazioni legate a errori imprevisti e a comportamenti definiti come “jagged intelligence”. Questi comportamenti si riferiscono a situazioni in cui i modelli AI riescono a risolvere problemi complessi, ma inciampano su errori banali.

Un esempio lampante di questa dinamica si verifica nel settore dello sviluppo software, dove alcuni agenti AI sono in grado di generare fino al 90% del codice necessario. Tuttavia, il rischio di allucinazioni e imprecisioni rimane elevato. Pertanto, la decisione su quali compiti delegare a un agente dovrebbe basarsi su due criteri fondamentali: il costo dell’errore e il costo della verifica. Errori costosi, come una citazione errata in un atto legale, richiedono una supervisione umana più attenta, mentre output facilmente verificabili, come calcoli matematici, possono essere delegati con minore intervento.

Molti compiti lavorativi, sebbene appaiano unici, includono sotto-attività con profili di rischio differenti. Ad esempio, il customer service di primo livello presenta costi di verifica relativamente bassi e percorsi di escalation chiari, mentre le interazioni di secondo e terzo livello richiedono competenze più elevate e comportano rischi maggiori. Esperienze aziendali hanno dimostrato che un’eccessiva automazione può compromettere la qualità del servizio, portando a riorganizzazioni e al reinserimento di personale umano.

Inoltre, l’automazione parziale tende ad aumentare il valore dei lavoratori rimasti. Analogamente all’introduzione degli sportelli automatici nel settore bancario, la domanda di professionisti qualificati potrebbe crescere, poiché questi fungono da controllo finale su catene di lavoro in cui un singolo errore può compromettere l’intero risultato. Per sfruttare al meglio i benefici dell’AI, i leader aziendali devono identificare chiaramente i compiti delegabili e ristrutturare i processi in modo che i dipendenti possano concentrare il loro tempo su attività a maggior valore, come la costruzione di relazioni, il giudizio specialistico e la supervisione, piuttosto che limitarsi a sorvegliare le macchine.

In un futuro plausibile, tra cinque anni, decine di agenti AI potrebbero operare in parallelo su proposte, qualificazione di lead e gestione dei ticket. Sebbene il lavoro ripetitivo sarà notevolmente ridotto, aumenterà il carico cognitivo per coloro che devono coordinare e verificare le operazioni di questi agenti. Pertanto, proteggere la capacità di attenzione e mantenere il controllo umano sull’automazione saranno condizioni decisive affinché il cambiamento produca benefici reali.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

Leggi anche

L’importanza di coinvolgere IT e AV nella progettazione degli spazi aziendali