Rapporto Coop 2026: Le Famiglie Italiane e il Fenomeno del ‘Non Consumo’

Settembre 11, 2026 di redazione

In Breve

Quali sono le principali conclusioni del Rapporto Coop 2026?
Il Rapporto Coop 2026 evidenzia un calo dei consumi tra le famiglie italiane e un aumento del fenomeno del 'non consumo'.
Qual è la previsione di crescita del Pil per il 2026?
La crescita del Pil per il 2026 è stimata non superare lo 0,8%.
Che impatto ha avuto l'inflazione sulle famiglie italiane?
L'inflazione ha portato a una riduzione del potere d'acquisto e a un aumento dell'intensità lavorativa.

L’anteprima digitale del Rapporto Coop 2026 offre un’analisi approfondita della situazione economica attuale in Italia, evidenziando un quadro di consumi sotto pressione. Le famiglie italiane, colpite da crisi geopolitiche e da un contesto economico sfavorevole, stanno sempre più abbracciando il fenomeno del “non consumo”.

Secondo l’Ufficio studi Coop, si prevede che la crescita del Pil nel 2026 non supererà lo 0,8%, con una stima di 0,9% per il 2027. Indicatori cruciali come produttività, demografia e dimensione d’impresa mostrano segni di stagnazione o addirittura retrocessione. In questo contesto, il 65% degli intervistati riconosce l’importanza di consumare meno e combattere gli sprechi, mentre oltre il 25% afferma di aver ridotto i propri consumi per scelta personale.

Il rapporto rivela che gli italiani guadagnano meno rispetto a vent’anni fa e anche rispetto ai loro omologhi europei. L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza economica, è aumentato di 2,5 punti percentuali negli ultimi cinque anni, con il 67% della popolazione che ha sperimentato almeno una condizione di disagio economico.

Per contrastare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, si è registrato un incremento dell’intensità lavorativa, con un aumento medio di 35 ore annue tra il 2019 e il 2025. Inoltre, il 62% degli italiani ha ridotto i consumi fuori casa e il 66%% segnala difficoltà economiche che impongono rinunce. Il 38%% considera il cibo pronto dei supermercati una valida alternativa al ristorante.

In merito ai prezzi e ai tassi, Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop, ha sottolineato che l’aumento dei tassi era previsto e non dovrebbe influenzare significativamente i prezzi dei beni di largo consumo confezionato. Tuttavia, potrebbe avere ripercussioni sui beni durevoli acquistati con credito al consumo.

Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia, ha descritto un Paese in stallo e sempre più polarizzato, con la classe media in difficoltà. Ha avvertito che una ripresa dell’inflazione, causata da pressioni sui costi energetici, potrebbe innescare una spirale di riduzione degli acquisti, sia in quantità che in qualità.

Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc Coop, ha esortato il governo a rilanciare il tavolo di confronto tra grande distribuzione e esecutivo per affrontare i costi, in particolare quelli energetici. Ha proposto il riconoscimento delle imprese energivore e l’abbattimento degli oneri di sistema, auspicando anche misure per la riduzione del cuneo fiscale e discussioni su strumenti fiscali che favoriscano investimenti in innovazione e efficientamento della filiera logistica.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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