Spreco alimentare in Italia: scende sotto i 500 grammi a settimana

Settembre 24, 2026 di redazione

In Breve

Qual è il livello attuale di spreco alimentare in Italia?
L'Italia ha ridotto lo spreco alimentare a 493,7 grammi pro capite a settimana.
Quali sono gli alimenti più sprecati?
Frutta, pane e verdure fresche sono gli alimenti più sprecati.
Quando si tiene la VII Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite alimentari?
L'evento si terrà il 29 settembre a Roma.

Secondo il recente Rapporto Waste Watcher International, l’Italia ha registrato un significativo calo dello spreco alimentare, scendendo a 493,7 grammi di cibo sprecato pro capite a settimana. Questo dato segna un abbattimento dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi registrati nell’agosto 2025 e ai 554 grammi rilevati il 5 febbraio 2026.

Frutta, pane e verdure fresche continuano a essere gli alimenti più sprecati, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza nelle abitudini alimentari. Il rapporto è stato elaborato in collaborazione con il Distal dell’Università di Bologna, nell’ambito della campagna Spreco Zero, utilizzando dati e analisi di Ipsos-Doxa. Questo studio è stato presentato in occasione della VII Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari.

Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, ha commentato che il miglioramento avvicina l’Italia al Target 12.3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu, fissato a 369,73 grammi settimanali. Tuttavia, ha anche avvertito di procedere con cautela, poiché le rilevazioni mostrano oscillazioni significative nel tempo.

Analizzando i dati a livello territoriale, emerge che il Nord Italia registra 472,2 grammi pro capite ogni settimana, mentre il Centro e il Sud si attestano rispettivamente a 510 grammi e 507,9 grammi. Rispetto al 2025, il Mezzogiorno ha visto un recupero di circa 10 punti percentuali, mentre il Centro ha subito un peggioramento di circa 15 punti.

Un altro dato interessante riguarda i nuclei familiari: quelli a basso potere d’acquisto sprecano il 26% di cibo in più rispetto alla media nazionale, con un incremento di 24 punti percentuali rispetto all’agosto 2025. Questo fenomeno è attribuito principalmente agli scarti di consumo primario, spesso acquistati in eccesso per approfittare di offerte promozionali. Al contrario, le famiglie con figli si dimostrano più virtuose, sprecando il 19% in meno della media, mentre quelle senza figli mostrano un aumento del 17% nello spreco.

In occasione della VII Giornata internazionale, che si terrà il 29 settembre a Roma presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, sono previsti interventi di rilievo, tra cui il direttore generale aggiunto della FAO, Maurizio Martina, e il Chief Economist FAO, Maximo Torero, oltre a Andrea Segrè stesso.

Questi risultati non solo evidenziano i progressi compiuti dall’Italia nella lotta contro lo spreco alimentare, ma pongono anche interrogativi su come continuare a migliorare e raggiungere gli obiettivi fissati a livello internazionale.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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