Siderurgia bresciana: accordo per 34 milioni di metri cubi di biometano all’anno

Settembre 11, 2026 di redazione

In Breve

Qual è l'accordo stipulato dalle aziende siderurgiche bresciane?
Hanno firmato contratti per forniture di biometano per un volume di circa 34 milioni di metri cubi all'anno.
Qual è l'obiettivo del progetto Green Metals Brescia?
Costruire una filiera corta e ridurre l'esposizione alle oscillazioni del prezzo del gas.
Quando si terrà il convegno sul biometano?
Il convegno si terrà il 17 settembre a Milano.

Un’importante iniziativa nel settore della siderurgia bresciana segna un passo significativo verso la sostenibilità energetica. Un gruppo di aziende ha stipulato contratti di fornitura di biometano con 12 realtà agricole locali, per un volume complessivo di circa 34 milioni di metri cubi all’anno. Questo accordo è stato promosso da Confindustria Brescia e dal consorzio Ramet, che riunisce 22 aziende metallurgiche per lo studio e il monitoraggio degli impatti sul lavoro e sul territorio, in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas (Cib).

Tra le aziende coinvolte si annoverano sei acciaierie: Feralpi Group, Alfa Acciai, Duferco, Industrie Riunite Odolesi, Ori Martin e Ferriera Valsabbia, insieme a Raffmetal, produttrice di leghe di alluminio in colata continua. Il volume contrattato copre circa il 18% del fabbisogno annuo di metano del gruppo, corrispondente al consumo di 35-40mila abitazioni in un anno.

Questa operazione si inserisce nel progetto di decarbonizzazione e autonomia energetica Green Metals Brescia, il cui obiettivo è costruire una filiera corta e ridurre l’esposizione alle oscillazioni internazionali del prezzo del gas. La fase di avvio risale a oltre un anno fa, e nel marzo 2025 Confindustria Brescia e Cib hanno firmato un accordo di collaborazione. Successivamente, nel marzo 2026, Acciaierie di Calvisano (Feralpi Group) ha formalizzato il primo contratto con AB Ambiente.

I contratti hanno una durata quinquennale, rinnovabile per tre volte, con un orizzonte potenziale di 15 anni. Il controvalore delle quote di CO2 risparmiate è stimato in circa 5 milioni di euro all’anno, con benefici ripartiti tra produttore e consumatore. Simone Zanolini, portavoce dell’iniziativa, ha dichiarato: “Questa iniziativa rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di decarbonizzazione dell’industria bresciana”. Ha inoltre sottolineato che il biometano consente di sostituire progressivamente il metano fossile senza necessitare di radicali modifiche agli impianti esistenti.

L’esperienza delle aziende siderurgiche bresciane sarà presentata in occasione del convegno “Biomethane Purchase Agreements – Nuove sinergie tra agricoltura e industria per la decarbonizzazione”, che si terrà il 17 settembre a Milano, promosso dal Cib. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per discutere le sinergie tra il settore agricolo e quello industriale nella transizione verso un’economia più sostenibile.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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