Rai: un futuro in trasformazione con un piano immobiliare ambizioso

Luglio 15, 2026 di redazione

In Breve

Qual è il piano immobiliare della Rai?
Prevede investimenti per mezzo miliardo di euro fino al 2032, con ristrutturazione e modernizzazione del patrimonio immobiliare.
Perché sono state sospese le repliche di Report?
La sospensione riguarda solo le repliche, adottata a tutela del brand in relazione a un'inchiesta giudiziaria.
Qual è la situazione del canone Rai?
Il canone è tra i più bassi in Europa, ma la Rai produce quasi il doppio dei contenuti rispetto alla BBC.

L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha presentato una visione chiara per il futuro dell’azienda, definendola una realtà in trasformazione verso una «digital media company». Questo cambiamento è il risultato di un piano di riorganizzazione e razionalizzazione dei costi, che ha portato l’azienda a chiudere l’esercizio in utile dopo otto anni, consentendo per la prima volta l’erogazione di un premio di risultato al 100% dei dipendenti.

Rossi ha sottolineato l’importanza del piano immobiliare, che prevede investimenti per mezzo miliardo di euro fino al 2032. Questo progetto include la ristrutturazione e modernizzazione di un patrimonio immobiliare di circa 750.000 metri quadrati, con un’età media di 40 anni. Tra le novità, è prevista la costruzione di un nuovo centro di produzione a Milano di rilevanza europea e l’apertura di due nuovi studi televisivi a Saxa Rubra, che occuperanno quasi 2.000 metri quadrati e saranno dotati di alta tecnologia. La vendita di 13 immobili è parte integrante di questo piano, che si concentra principalmente sulla riqualificazione dei cespiti.

In merito alla sospensione delle repliche estive di Report, Rossi ha chiarito che questa decisione riguarda esclusivamente le repliche, alcune delle quali rimangono disponibili su Raiplay. La misura è stata adottata «a tutela del brand» a causa di un’inchiesta giudiziaria e del clima attuale del dibattito mediatico. Inoltre, ha affrontato la questione della commissione di Vigilanza, affermando che la sua assenza non impedisce il funzionamento amministrativo dell’azienda, ma crea uno scenario non tranquillo.

Rossi ha espresso rammarico per le recenti dichiarazioni di Milo Infante, con cui ha rapporti di stima e amicizia, definendo la sua intervista nei confronti della Rai e dei colleghi come spiacevole. Ha inoltre evidenziato la vivacità del mercato dei talent e delle televisioni, chiarendo che non si tratta di una fuga generalizzata di personaggi dalla Rai, ma di normali movimenti in un mercato competitivo.

Riguardo all’anticipo della prima serata, proposto da Pier Silvio Berlusconi, Rossi ha confermato che l’invito è stato accolto e che la Rai sta valutando ulteriori anticipazioni. Attualmente, la Rai inizia la prima serata intorno alle 21.40, mentre Mediaset non prima delle 21.50 o addirittura alle 22. Rossi ha anche commentato la proposta di Urbano Cairo su una quota di canone per emittenti commerciali, giudicandola di difficile realizzazione.

Per quanto riguarda le risorse per il servizio pubblico, Rossi ha messo in evidenza che la Rai ha uno dei canoni più bassi in Europa, nonostante produca una quantità di contenuti quasi doppia rispetto alla BBC, con un canone inferiore alla metà. Il canone è rimasto sostanzialmente invariato dal 2015-2016, mentre i vincoli e i costi aumentano, rendendo necessaria una riflessione sulle risorse per garantire le prerogative del contratto di servizio e la competitività della Rai in un mercato sempre più aggressivo.

Sulla programmazione e i talent, Rossi ha affermato che la Rai non pone veti sui ritorni di personalità come Amadeus, sottolineando che l’importante sono i progetti editoriali. Per il programma «Chi l’ha visto?», la direzione editoriale sta valutando le opzioni per la successione dopo l’addio di Federica Sciarelli. Infine, sul festival di Sanremo, ha indicato Stefano De Martino come una grande risorsa giovane, capace di offrire un’edizione straordinaria.

Infine, Rossi ha descritto il nuovo canale Italiana come un contenitore dedicato al racconto del territorio, delle identità e della memoria nazionale, ispirato a una storica rivista Rai e concepito come hub crossmediale. Sulla sua futura posizione alla guida dell’azienda, ha dichiarato che tutti sarebbero lieti di proseguire, ma chi succederà troverà una Rai più strutturata e solida rispetto agli anni precedenti.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

Leggi anche

Screening oncologici: oltre 7,6 milioni di italiani esclusi dai programmi di prevenzione