Il Mercato Televisivo Italiano: Equilibri e Nuove Dinamiche tra Tradizione e Innovazione

Luglio 15, 2026 di redazione

In Breve

Qual è la quota di mercato di Rai, Mediaset e Sky?
Rai, Mediaset e Sky controllano il 67% del mercato televisivo italiano.
Qual è la crescita delle piattaforme streaming?
Le piattaforme di streaming hanno raggiunto il 23,3% del mercato, con un aumento di 11 punti dal 2021.
Quali sono le fonti di finanziamento del settore televisivo?
Le offerte a pagamento rappresentano il 43,6%, seguite dalla pubblicità (34,5%) e dai fondi pubblici (21,9%).

Nel panorama del mercato televisivo italiano, Rai, Comcast-Sky e Fininvest-Mediaset continuano a detenere una quota significativa, pari al 67% del totale. In particolare, Rai si attesta al 26,6%, Sky al 22% e Mediaset al 18,5%. Tuttavia, la crescita delle piattaforme di streaming ha portato a un cambiamento significativo, con queste ultime che ora rappresentano il 23,3% del mercato, un incremento di 11 punti rispetto al 2021.

Il settore televisivo ha registrato ricavi complessivi di 8,9 miliardi di euro, con un modesto aumento dello 0,6%. Le offerte a pagamento, sia online che tradizionali, costituiscono la principale fonte di finanziamento, coprendo il 43,6% delle risorse, seguite dalla pubblicità con il 34,5% e dai fondi pubblici, incluso il canone Rai, che contribuisce per il 21,9%.

Nonostante la solidità del mercato televisivo, i media tradizionali mostrano segni di sofferenza. La televisione rimane il comparto principale, con il 74,1% delle risorse, mentre quotidiani e periodici scendono sotto il 21%. Il settore dell’editoria quotidiana è particolarmente colpito: la diffusione delle copie cartacee è scesa a 1,2 milioni al giorno, segnando una diminuzione del 9,3% in un anno. I ricavi delle imprese editoriali hanno subito un calo del 7,9%, con una contrazione dell’8,7% anche nelle vendite di quotidiani, inclusi quelli digitali.

In questo contesto, i fondi pubblici rappresentano ormai quasi il 10% delle risorse del comparto editoriale. I grandi gruppi tecnologici, come Google e Meta, giocano un ruolo sempre più rilevante nel sistema integrato delle comunicazioni, con Google che contribuisce all’11,8% delle risorse, subito dopo Rai, e Meta che supera l’8%. La pubblicità online ha raggiunto un valore di circa 7 miliardi, con una crescita del 12,2%, mentre la pubblicità sui mezzi tradizionali si attesta intorno a 5 miliardi.

L’Autorità competente ha messo in evidenza le implicazioni delle tecnologie di intelligenza artificiale nel settore informativo. Le ‘answer engines’, che forniscono risposte sintetiche senza rimandare a fonti multiple, potrebbero compromettere la pluralità delle voci nel dibattito pubblico. Inoltre, la sintesi dei contenuti da parte delle piattaforme rischia di far perdere agli editori lettori, entrate pubblicitarie e abbonamenti. È stata quindi segnalata alla Commissione europea la necessità di regolamentare l’uso di sintesi generate dall’IA senza consenso e adeguata remunerazione, per proteggere il pluralismo informativo.

Per affrontare queste sfide, è in fase di avvio un tavolo volontario tra editori e piattaforme, finalizzato a discutere questioni di trasparenza, utilizzo dei contenuti e equa remunerazione, inclusa la regolamentazione delle applicazioni di intelligenza artificiale generativa.

Nel settore delle telecomunicazioni, la copertura della rete Fibra fino a casa (Ftth) ha raggiunto il 77,6% delle famiglie a fine dicembre 2025, con un incremento di 6,9 punti rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la sfida principale rimane la capacità di convertire questa infrastruttura in attivazioni reali: la penetrazione delle linee a banda larga è di circa 32,9 ogni 100 abitanti, con valori inferiori per connessioni a 100 Mbit/s e 1 Gbit/s, rispettivamente 27,6 e 11,8.

La rete fissa continua a crescere, con un aumento del 7,2%, mentre la rete mobile ha registrato una lieve contrazione dello 0,6%, attestandosi poco sotto gli 11 miliardi di euro di ricavi.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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