Il dibattito sui robotaxi a Washington: Uber contro Waymo
In Breve
- Qual è il tema principale del disegno di legge proposto?
- Il disegno di legge mira a consentire test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma nel Distretto di Columbia.
- Quali sono le posizioni di Uber e Waymo riguardo al disegno di legge?
- Uber si oppone al disegno di legge e propone un modello ibrido, mentre Waymo lo sostiene come un passo verso un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi.
- Quali sono le implicazioni del dibattito per il futuro della mobilità?
- L'esito del dibattito potrebbe influenzare le scelte regolatorie in altre città e stati riguardo ai veicoli autonomi.
Il recente disegno di legge proposto nel Distretto di Columbia per consentire test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma ha innescato un acceso dibattito tra due giganti della mobilità: Uber e Waymo. Mentre Uber si oppone al provvedimento, promuovendo un modello ibrido che prevede l’integrazione di conducenti umani nei servizi di robotaxi, Waymo sostiene che il disegno di legge rappresenti un passo avanti verso un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi.
Javi Correoso, responsabile delle politiche USA di Uber, ha espresso preoccupazioni riguardo alla congestione che i robotaxi potrebbero generare quando circolano vuoti, sottolineando anche la mancanza di assistenza fisica per persone anziane o con disabilità. Secondo stime fornite dall’azienda, un veicolo autonomo potrebbe sostituire fino a quattro autisti umani, creando potenziali problemi occupazionali.
Il disegno di legge, presentato dal consigliere Charles Allen, intende aggiornare l’Autonomous Vehicle Act del 2012, permettendo test senza conducente e operazioni commerciali senza operatore a bordo. Il Dipartimento dei Trasporti del Distretto (DDOT) sarebbe responsabile del rilascio di permessi a sviluppatori che soddisfino requisiti specifici, tra cui una copertura di responsabilità minima di 5 milioni di dollari e l’obbligo di segnalare i dati sugli incidenti entro 8 o 72 ore, a seconda della tipologia di veicolo.
Inoltre, il provvedimento introduce una tassa per i robotaxi di 0,15 dollari per miglio, con il gettito destinato per il 50% al trasporto pubblico e il restante a programmi di istruzione e riqualificazione per autisti di rideshare e taxi.
Il dibattito coinvolge una vasta gamma di stakeholder, tra cui aziende come Tesla e Lyft, sindacati come i Teamsters e la SEIU, gruppi per i diritti delle persone con disabilità e think tank. È emersa anche una campagna anti-robotaxi promossa da un’organizzazione registrata a New York. La situazione a Washington è seguita con attenzione, poiché l’esito di questo dibattito potrebbe influenzare le scelte regolatorie in altre città e stati.
Contemporaneamente, Uber sta investendo in oltre 30 sviluppatori di tecnologia per veicoli autonomi e ha creato un’unità chiamata AV Labs per raccogliere e condividere dati di guida reale. In maggio, l’azienda ha pubblicato un white paper che formalizza la proposta del modello ibrido, presentando un sistema in cui i consumatori possono scegliere tra veicolo autonomo e conducente umano.
Waymo, dal canto suo, ha dichiarato di non sostenere limiti sui tipi di rete e si è detta aperta a chiarificazioni normative che consentano diversi modelli operativi. Tuttavia, critici del modello ibrido avvertono che potrebbe rappresentare un tentativo di “cattura regolatoria”, sottolineando che imporre modelli di business non migliora necessariamente la scelta dei consumatori né la sicurezza stradale.
Questa disputa si inserisce in una relazione aziendale complessa tra Uber e Waymo. Dopo una causa ad alto profilo nel 2017, risolta in modo controverso, le due società avevano collaborato in alcuni mercati, ma i rapporti si sono recentemente deteriorati, con critiche pubbliche e tensioni che potrebbero estendersi anche a mercati internazionali.
