Ricoveri in reparti non appropriati: un aumento della mortalità intraospedaliera

Luglio 15, 2026 di redazione

In Breve

Qual è il tasso di mortalità per i pazienti ricoverati in reparti non appropriati?
Il tasso di mortalità è del 9,5% per i pazienti ricoverati fuori reparto.
Cosa significa ricovero 'fuori reparto'?
Si riferisce a pazienti che necessitano di Medicina Interna ma sono collocati in altri reparti per mancanza di posti letto.
Quali sono le conseguenze del ricovero in reparti non appropriati?
Aumenta la frequenza di eventi avversi come cadute e complicanze assistenziali.

Un recente studio prospettico italiano ha messo in luce un legame preoccupante tra il ricovero di pazienti in reparti non appropriati e un aumento della mortalità intraospedaliera. I dati raccolti nel contesto dello studio SISIFO, promosso dalla Fadoi e pubblicato sul Journal of Patient Safety, indicano che il tasso di mortalità per i pazienti ricoverati almeno una notte fuori reparto è del 9,5%, rispetto al 4,4% di chi è stato ricoverato direttamente in Medicina Interna.

Lo studio ha coinvolto 37 unità operative di Medicina Interna in tutta Italia e ha analizzato i dati di 2.056 pazienti, rappresentando il primo approccio prospettico in Italia sul fenomeno dei ricoveri “fuori reparto”. Ma cosa significa esattamente “fuori reparto”? Si riferisce a quei pazienti dell’area medica che, pur necessitando di un ricovero in Medicina Interna, vengono temporaneamente collocati in altri reparti a causa della mancanza di posti letto. Questo fenomeno colpisce prevalentemente pazienti anziani e fragili, con molteplici patologie e bisogni assistenziali complessi.

Il ricovero in reparti non appropriati è stato associato a un incremento della frequenza di eventi avversi durante la degenza, tra cui cadute, delirium, incidenti terapeutici e altre complicanze assistenziali. Queste problematiche possono compromettere il monitoraggio clinico, la continuità assistenziale e la comunicazione tra le équipe mediche, riducendo la tempestività degli interventi necessari.

Rappresentanti della comunità degli internisti hanno sottolineato che «un letto non vale l’altro», evidenziando l’importanza del reparto di degenza, delle competenze del personale e della continuità assistenziale per i pazienti complessi. Questo fenomeno è spesso aggravato da fattori come il sovraffollamento ospedaliero, la riduzione dei posti letto e un insufficiente sviluppo dell’assistenza territoriale, che tende a intensificarsi durante i periodi di maggiore pressione sui Pronto soccorso.

Per affrontare questa problematica, sono state avanzate diverse proposte, tra cui l’incremento dei posti letto di Medicina Interna, il rafforzamento degli organici medici e infermieristici, la definizione di percorsi assistenziali dedicati ai pazienti temporaneamente ricoverati fuori reparto, la formazione del personale dei reparti ospitanti e una migliore gestione dei flussi dal Pronto soccorso, con una maggiore integrazione dei servizi territoriali.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

Leggi anche

Giulio Regeni: Sentenza sul sequestro e omicidio fissata per il 28 settembre