Vendite di condizionatori in calo: il mercato italiano registra una flessione nel primo semestre 2026

Luglio 31, 2026 di redazione

In Breve

Qual è il calo delle vendite di condizionatori nel primo semestre 2026?
Le vendite di condizionatori sono diminuite di circa 150.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2025.
Quali fattori hanno influenzato il calo delle vendite?
Il calo è stato influenzato da condizioni meteorologiche sfavorevoli e dall'incertezza economica delle famiglie.
Ci sono segnali di ripresa nel mercato dei condizionatori?
Sì, la ripresa degli ordini è stata osservata tra fine giugno e luglio, suggerendo un possibile recupero nel terzo trimestre.

Il mercato dei condizionatori in Italia ha subito una contrazione nel primo semestre del 2026, con vendite di mono e multisplit che hanno registrato un calo di circa 150.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nella prima metà dell’anno, sono state vendute circa 1,65 milioni di unità, generando un fatturato di poco superiore a 1,2 miliardi di euro. Complessivamente, il primo semestre si chiude con una flessione dello 0,6%, per un fatturato totale di 1,79 miliardi di euro.

Analizzando i dati, i sistemi monosplit hanno mostrato un calo significativo, con una diminuzione del 9,8% a volume e del 7,8% a valore. I multisplit, invece, hanno registrato una flessione del 5,5% a volume e del 6,9% a valore. Tuttavia, in controtendenza si sono comportati i multisplit con produzione di acqua calda sanitaria, che hanno visto un incremento del 25,5% a volume e del 14,4% a valore.

Secondo l’associazione dei costruttori di sistemi di climatizzazione, l’acquisto di un climatizzatore è spesso impulsivo e fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. La domanda è stata particolarmente debole all’inizio dell’anno, mentre il caldo intenso è arrivato solo nella seconda metà di giugno, quando la rilevazione semestrale era già in fase di chiusura.

La ripresa degli ordini e il riassortimento della distribuzione si sono concentrati tra fine giugno e luglio, suggerendo un possibile recupero nel terzo trimestre. Tuttavia, diversi fattori hanno influito su questo calo: il confronto con un 2025 particolarmente dinamico, il livello delle scorte residue nella filiera, la prudenza della distribuzione e l’incertezza economica delle famiglie, aggravata dal costo dell’energia.

Nonostante la diminuzione del valore complessivo, questa è risultata più contenuta rispetto alla contrazione dei volumi, segnalando uno spostamento della domanda verso soluzioni tecnologicamente più avanzate e a maggiore valore aggiunto. Le pompe di calore aria-acqua e tecnologie affini, sebbene rappresentino mercati di dimensioni contenute, mostrano segnali di vitalità e prospettive di sviluppo progressivo, indipendenti dagli incentivi straordinari che avevano sostenuto il settore in anni precedenti.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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