Inaugurato a Prato un Innovativo Textile Hub da 31,3 Milioni di Euro per il Recupero dei Materiali Tessili

Luglio 24, 2026 di redazione

In Breve

Qual è l'obiettivo del Textile Hub di Prato?
Il Textile Hub di Prato mira alla selezione e al recupero dei materiali tessili per produrre materia prima secondaria.
Quante tonnellate di rifiuti tessili può trattare l'impianto?
L'impianto può trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all'anno.
Quali tecnologie vengono utilizzate nel hub?
L'impianto utilizza tecnologie di riconoscimento a infrarossi NIR e un sistema di intelligenza artificiale chiamato Fiber-Sort.

Prato si conferma un centro di innovazione nel settore tessile con l’inaugurazione di un nuovo Textile Hub realizzato da Plures. Con un investimento di 31,3 milioni di euro, l’impianto è progettato per la selezione e il recupero dei materiali tessili, contribuendo alla produzione di materia prima secondaria.

Il nuovo hub è in grado di trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno. Di queste, 20.000 tonnellate provengono dalla raccolta post-consumo effettuata tramite cassonetti, ritiri a domicilio ed ecocentri, mentre 13.000 tonnellate derivano da scarti pre-consumo delle filiere produttive.

A pieno regime, l’impianto occuperà 50 addetti su due turni, con circa 40 persone dedicate alla cernita semiautomatica dei capi, suddivisi tra riutilizzabili e riciclabili. I capi ancora utilizzabili saranno sanificati e destinati al riuso, mentre quelli non idonei verranno separati per composizione e colore, sottoposti a pre-sfilacciatura e avviati al riciclo meccanico.

Secondo le stime di Plures, circa il 60% dei materiali post-consumo potrà essere riutilizzato, mentre il restante 40% sarà destinato alla selezione delle fibre per il riciclo. L’impianto integra tecnologie avanzate, tra cui un sistema di riconoscimento a infrarossi NIR per identificare composizione e colore, e un sistema basato su intelligenza artificiale chiamato Fiber-Sort, che apprende dai lavoratori e interagisce con gli addetti per combinare precisione e velocità nella selezione.

La sfida principale rimane il trattamento del fast fashion, in un contesto di nuove normative europee che mirano a una maggiore ecosostenibilità, come la raccolta differenziata dei tessili, la responsabilità estesa del produttore e il passaporto digitale dei prodotti. L’innovazione tecnologica, comprese le tecniche di riciclo chimico e meccanico avanzato, migliora il recupero di materiali complessi come l’elastomero.

Il progetto è stato realizzato in 24 mesi grazie alla collaborazione tra Plures, il Comune di Prato, associazioni di categoria, sindacati e Next Technology Tecnotessile come partner scientifico e tecnologico. I finanziamenti pubblici collegati comprendono 900.000 euro dal PNRR e un credito d’imposta di 850.000 euro dal piano Industria 4.0.

Il piano prevede un periodo di collaudo di sei mesi fino alla fine del 2026, con l’obiettivo di raggiungere la piena capacità operativa entro il 2028. Questo investimento fa parte del piano industriale 2025-2029 di Plures, che prevede interventi per un totale di 2,5 miliardi di euro nei settori ambiente, energia e servizio idrico.

redazione

Autore di Osservatorio Energia.

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