Il costo nascosto degli agenti AI: l’importanza della memoria operativa
In Breve
- Qual è il costo principale degli agenti AI?
- Oltre ai costi del modello e dei token, gli agenti AI generano costi legati alla memoria operativa.
- Come influisce la memoria operativa sui costi?
- La memoria operativa incide sui costi e sulle prestazioni, specialmente nei sistemi multi-agente.
- Quali sono i principi per progettare la memoria operativa?
- I principi includono capacità di scrittura concorrente, evitare copie ridondanti e separare memoria attiva da memoria storica.
Lo sviluppo di sistemi agentici sta trasformando l’economia dell’intelligenza artificiale. Oltre ai costi associati ai modelli e ai token, gli agenti generano e mantengono una memoria operativa che influisce su costi, prestazioni e accuratezza, specialmente quando si scala.
A differenza delle prime applicazioni aziendali, che si basavano sul recupero di contesto per rispondere a richieste specifiche, gli agenti AI recuperano informazioni in modo dinamico. Essi aggiornano il proprio stato, eseguono chiamate a strumenti e trasferiscono contesto, rendendo le interazioni cicliche e persistenti. Ogni attività eseguita produce uno stato memorizzato, il che implica che i costi di implementazione possano aumentare significativamente.
In contesti di proof-of-concept ristretti, i costi principali sembrano legati all’accesso ai modelli, ai token e al retrieval. Tuttavia, nei sistemi multi-agente, la spesa tende ad aumentare con la complessità dei compiti. Esempi pratici dimostrano che ci sono differenze significative di costo tra progetti testuali e agentici. Analisi tecniche rivelano che i sistemi multi-agente possono utilizzare un ordine di grandezza di token molto superiore rispetto a semplici chat.
I fattori che contribuiscono all’aumento dei costi includono loop dinamici, chiamate a strumenti, retry, trasferimenti di contesto e la necessità di conservare la provenienza operativa per decisioni e condivisione tra agenti. Progettare il livello dati per flotte di agenti richiede di definire i livelli di servizio della memoria: velocità di accesso, chi può aggiornare, quali agenti devono condividere lo stato e per quanto tempo le informazioni devono restare immediatamente disponibili.
Tre principi emergono come prioritari nella progettazione della memoria operativa: garantire capacità di scrittura concorrente per supportare un numero crescente di agenti; evitare copie ridondanti attraverso una memoria condivisa per ridurre costi e incoerenze; e separare la memoria attiva (accesso frequente e vicina al compute) dalla memoria storica (spostata su storage meno costoso).
Le decisioni su come conservare le modifiche storiche — che si tratti di versioni complete, delta o snapshot periodici — influenzano spazio, tempi di ricostruzione e costi. Queste scelte tecniche determinano il modello economico del deployment e dovrebbero essere validate nelle fasi iniziali. Testare write-load, regole di retention e modelli di condivisione mentre il sistema è ancora in fase di sviluppo permette di identificare e correggere i costi nascosti prima che un proof-of-concept si espanda in una flotta operativa.
Anche con la riduzione dei prezzi dei modelli e i miglioramenti nell’inferenza, le implementazioni su larga scala continueranno a generare flussi di dati operativi da scrivere, condividere, proteggere, recuperare e conservare. La sostenibilità economica di tali sistemi dipenderà sia dal numero di agenti coinvolti sia dal volume di memoria mantenuta per ogni task.
