Rimbalzo delle esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti: luglio segna un cambio di rotta
In Breve
- Qual è stata la crescita delle esportazioni di vino italiano negli USA a luglio?
- Le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti sono aumentate del 9,5% in valore e dell'1,3% in quantità.
- Qual è la previsione per le esportazioni di agosto?
- L'Osservatorio Uiv prevede un attivo ancora più consistente per agosto.
- Quali sono i rischi per i produttori europei?
- I rischi includono l'indagine per overcapacity e l'inflazione che riduce il potere d'acquisto dei consumatori.
Le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti hanno registrato un significativo rimbalzo a luglio 2026. Secondo i dati della Commissione Europea, elaborati dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv), le spedizioni sono aumentate del 9,5% in valore e dell’1,3% in quantità, mentre il prezzo medio è salito dell’8%. Questa tendenza potrebbe segnare la fine dei tagli ai prezzi praticati dai produttori per compensare l’effetto dei dazi.
Tuttavia, nonostante il miglioramento di luglio, il trend nei primi sette mesi dell’anno rimane negativo, con una flessione dell’11% in valore, sebbene in miglioramento rispetto alla perdita del 14% di giugno. L’Osservatorio Uiv prevede che ad agosto si possa registrare un attivo ancora più consistente, poiché non si verificano due mesi consecutivi di crescita nell’export verso gli Stati Uniti dall’inizio del 2025.
Il segretario generale dell’Uiv, Paolo Castelletti, ha avvertito che è prematuro parlare di un’inversione di tendenza, citando l’incertezza legata ai consumi statunitensi, che non hanno ancora ripreso pienamente, e i rischi per i produttori europei. Tra questi, l’indagine per overcapacity che potrebbe portare a nuovi dazi, oltre all’inflazione che riduce il potere d’acquisto dei consumatori.
È importante ricordare che lo scorso anno l’introduzione dei dazi ad agosto era stata preceduta da un’ondata di acquisti finalizzata all’accumulo di scorte, un fenomeno che ha influenzato la lettura dei dati nei dodici mesi successivi. Attualmente, i magazzini potrebbero essersi esauriti e i buyer hanno ripreso a ordinare.
Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv, ha sottolineato che il mercato americano è in profonda trasformazione. I consumi si stanno spostando all’interno del segmento vino, con un crescente interesse per spumanti, cocktail e bevande pronte da bere, oltre a bevande alternative come hard teas e kombucha a base di cannabis. C’è anche un aumento dell’attenzione per il packaging che privilegia portabilità e praticità. Per il vino, adeguarsi a queste novità sarà fondamentale per ricostruire un rapporto positivo con il principale mercato al mondo.
